Vai al contenuto

A Treviso la Caritas offre abiti da sposa usati a chi non può permetterseli

Due sposi si scambiano l'anello nel giorno del matrimonio

L’iniziativa omaggia la filosofia zero sprechi e si rivolge a tutte quelle persone in difficoltà economiche che non vogliono rinunciare al giorno più bello della loro vita.

No waste e per la democratizzazione dei matrimoni. È la filosofia di un’importante iniziativa che ha acceso i riflettori sulla Caritas di Castagnole, una frazione del comune di Paese in provincia di Treviso: un servizio di abiti da sposa usati per chi non può permetterseli. Le nozze ormai sono diventate troppo costose per parecchi italiani e parecchie italiane: un abito nuovo, di sartoria, costa in media svariate migliaia di euro.

Abiti da sposa usati: a Treviso si può

Tutte quelle persone in difficoltà economiche ma che non vogliono rinunciare al giorno più bello della loro vita possono rivolgersi alla Caritas di Castagnole, dove è attiva questa piccola boutique del riuso. Un approccio in linea con l’attitudine zero sprechi della sua ideatrice, la volontaria Marta Feletto di Jesolo che porta avanti l’iniziativa da quindici anni, ispirata da un modello vincente.

Nell’ambito di un mio personale cammino spirituale mi sono trovata spesso a frequentare l’Umbria e sono venuta a conoscenza di un progetto avviato tanti anni fa dalle suore del convento di Santa Rita da Cascia – racconta Feletto in un’intervista al Corriere della Sera. Per il mio matrimonio ho scelto di utilizzare uno degli abiti usati del loro atelier e alcuni mesi dopo ho deciso di provare ad avviare un progetto simile anche nel nostro territorio”.

Matrimonio
Gli abiti da sposa di seconda mano, tra generosità e seconda vita dei vestiti

Nel monastero di Santa Rita da Cascia in provincia di Perugia, dove ha vissuto la “santa degli impossibili” protettrice dei matrimoni, la suora Maria Laura cura un servizio di abiti da sposa di seconda mano, donati da ex voto e donne generose. Grazie a quest’attività di beneficenza, le future spose possono scegliere l’abito dei propri sogni, lasciando o meno un’offerta a seconda delle proprie possibilità.

Ho usufruito anche io di questo servizio – spiega Feletto – sapendo che i soldi del noleggio sarebbero stati destinati a progetti del monastero. E ho deciso di avviare anche qui in Veneto un’iniziativa simile”. Inizialmente in collaborazione con i padri Carmelitani Scalzi di Treviso. Nel periodo della pandemia, la boutique è stata costretta a chiudere e Feletto ha tenuto gli abiti in un piccolo garage per evitare che finissero al macero. Per sua fortuna è intervenuta la Caritas di Castagnole con l’interessamento della referente Rosella Lorenzetto.

Abiti da sposa di seconda mano alla Caritas di Castagnole

Circa due anni e mezzo fa siamo riusciti a trovare la disponibilità di una famiglia che ora ospita questo atelier in un’ampia taverna sotto alla propria abitazione – ricorda Lorenzetto –. Grazie solo al passaparola, negli ultimi mesi abbiamo messo a disposizione gli abiti per circa una ventina di giovani spose. Ci accontentiamo di un’offerta sulla base delle disponibilità di ognuno”.

Le taglie vanno dalla 38 alla 52 e gli stili rispecchiano le mode degli ultimi decenni, dai classici ai modelli più originali. Ci sono un catalogo da sfogliare per la scelta e una sarta di fiducia per modifiche e aggiustamenti. Le uniche regole sono la prenotazione con non più di sei mesi d’anticipo rispetto alla data del matrimonio e la restituzione dell’abito lavato e in perfette condizioni.

Dal 2009 ad oggi, sono stati raccolti e offerti duecento abiti. L’utenza è per la maggior parte di donne italiane al primo o al secondo matrimonio, tra i 25 e i 35 anni, provenienti da tutto il Veneto ma anche da fuori regione. “Forniamo questo servizio a chi non ha la possibilità economica di acquistare un bell’abito in un negozio, ma anche a chi lo fa per scelta – conclude Feletto –. In questi anni c’è chi si è rivolto a noi anche dalla Puglia”.

Riproduzione riservata © 2025 - LEO

ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2025 16:35

È finalmente arrivato l’album Panini con le figurine delle calciatrici